domenica 4 ottobre 2009

martedì 15 settembre 2009

San Francesco D'Assisi n.12

Il Calvario personale


Il suo Calvario personale

Ormai minato nel fisico per le malattie, per le fatiche, i continui spostamenti e digiuni, Francesco fu costretto a distaccarsi dal mondo e dal governo dell'Ordine, che aveva creato pur non avendone l'intenzione.Nell'estate del 1224 si ritirò sul Monte della Verna (Alverna) nel Casentino, insieme ad alcuni dei suoi primi compagni, per celebrare con il digiuno e intensa partecipazione alla Passione di Cristo, la “Quaresima di San Michele Arcangelo”.La mattina del 14 settembre, festa della Esaltazione della Santa Croce, mentre pregava su un fianco del monte, vide scendere dal cielo un serafino con sei ali di fiamma e di luce, che gli si avvicinò in volo rimanendo sospeso nell'aria.Fra le ali del serafino, Francesco vide lampeggiare la figura di un uomo con mani e piedi distesi e inchiodati ad una croce; quando la visione scomparve lasciò nel cuore di Francesco un ammirabile ardore e nella carne i segni della crocifissione; per la prima volta nella storia della santità cattolica, si era verificato il miracolo delle stimmate.Disceso dalla Verna, visibilmente dolorante e trasformato, volle ritornare ad Assisi; era anche prostrato da varie malattie, allo stomaco, alla milza e al fegato, con frequenti emottisi, inoltre la vista lo stava lasciando, a causa di un tracoma contratto durante il suo viaggio in Oriente.

lunedì 24 agosto 2009

San Franesco D'Assisi - Patrono degli Animali


San Francesco d’ Assisi è saputo come il Santo Patrono di animali, l’ambiente ed Italia. Tanti persone celebratavano il 4 ottobre nella memoria liturica in tutta la chiesa cattolica. Parlava agli uccelli e alle piante rendeva buoni i lupi nelle poesie. Celebrava la natura e la bellezza dell’universo in cui lui scrisse “Il Cantico delle Creature” (http://www.youtube.com/watch?v=Wklxc3EwXjA&feature=related

giovedì 7 maggio 2009

mercoledì 6 maggio 2009

venerdì 10 aprile 2009

Poesia dedicata ad Alessandra Cora

Dedico la poesia di Arthur Rimbaud ad Alessandra Cora un angelo che è andato via con il terremoto dell'Abruzzo

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