domenica 16 novembre 2008
mercoledì 12 novembre 2008
Frasi Celebri
Gli animali fanno bene alla famiglia, ai grandi e ai piccini: suscitano sorrisi, risate,tengono compagnia e guariscono la depressione.Che i cristiani debbano amare gli animali, si sa almeno dai tempi di San Francesco , che parlava alle tortorelle, convertiva il lupo di Gubbio e insegnava ch
e "Animale" del resto deriva da "anima" cioè significa un essere che ha vita e che è animato. Sono animali le bestie, è animale l'uomo. Tut
ti siamo animali.mercoledì 22 ottobre 2008
L'Arca di Noè

L'Arca di Noé
Il punto da cui partire è: possiamo noi credere a quanto è riportato nel libro della Genesi dal capitolo 6 al 9?
Prima del diluvio, la Bibbia afferma che gli uomini degenerarono nel loro comportamento, a tal punto che la loro mente concepiva soltanto disegni malvagi "in ogni tempo" e "colmarono la terra di violenza".
Vedendo che l'uomo era diventato così malvagi, Dio si addolorò di averlo creato. Da qui la decisione di annientare tutte le persone, gli animali e gli uccelli:
5Il SIGNORE vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che il loro cuore concepiva soltanto disegni malvagi in ogni tempo. 6Il SIGNORE si pentì d'aver fatto l'uomo sulla terra, e se ne addolorò in cuor suo. 7E il SIGNORE disse: "Io sterminerò dalla faccia della terra l'uomo che ho creato: dall'uomo al bestiame, ai rettili, agli uccelli dei cieli; perché mi pento di averli fatti" … 11Or la terra era corrotta davanti a Dio; la terra era piena di violenza. (Genesi 6:5-7, 11).
Noè provava a vivere rettamente in questo mondo malvagio, quindi Dio fu misericordioso verso lui e la sua famiglia (Genesi 6:8-9; 7:1). A Noè furono date istruzioni da parte di Dio per come costruire una grossa nave, lunga 165 metri, larga 27,5 metri e alta 16,5 metri (Genesi 6:14-16). Mi hanno detto che le sue dimensioni erano simili a quelle di una grossa petroliera, come quelle di oggi, capace di resistere senza rovesciarsi alle più violenti tempeste di mare.
Dio disse a Noè: "tutto quello che è sulla terra perirà" col diluvio. (Genesi 6:17; 7:4). L'Eterno gli disse che l'arca avrebbe salvato lui e la sua famiglia (quattro coppie sposate), una coppia maschio e femmina di tutti gli animali "impuri" e 7 paia di coppie d'animali puri. (Genesi 7:2). Dio gli disse anche di prendere ogni sorta di cibo e farsene una provvista, affinché servisse da nutrimento per la sua famiglia e per gli animali. (Genesi 6:21).
Noè fece "tutto quello che Dio gli comandò." (Genesi 6:22; 7:5).
Sette giorni prima che la pioggia cominciasse, Dio ordinò a Noè, che in quel tempo aveva 600 anni, di andare nell'Arca con tutta la sua famiglia e gli animali. (Genesi 7:1-4,6). Poi Dio li sigillò nell'Arca. (Genesi 7:16). Dio fece arrivare l'acqua sia dalla terra che dal cielo e questo durò 40 giorni, fino a quando la profondità delle acque era di 8,25 metri al di sopra della vetta più alta. (Genesi 7:11-12, 19-20). Tutto quello che era sulla terra asciutta ed aveva un alito di vita nelle sue narici, morì. Solo quelli nell'Arca sopravvissero. (Genesi 7:21-23).
Dopo 150 giorni le acque cominciarono ad abbassarsi. L'Arca si arenò su una delle cime più alte dell'Ararat. Tre mesi dopo la cima della montagna poteva esser vista. (Genesi 8:3-5). Quando la superficie del terreno era abbastanza asciutta, la Bibbia dice che Dio disse a Noè di uscire dall'Arca, 365 giorni dopo esserci entrato. (Genesi 8:16).
In seguito Dio fece una promessa, "non ci sarebbe stato più nessun diluvio a distruggere la terra". L'arcobaleno sarebbe stato il segno di questo patto. (Genesi 9:8-17).
Prima del diluvio, la Bibbia afferma che gli uomini degenerarono nel loro comportamento, a tal punto che la loro mente concepiva soltanto disegni malvagi "in ogni tempo" e "colmarono la terra di violenza".
Vedendo che l'uomo era diventato così malvagi, Dio si addolorò di averlo creato. Da qui la decisione di annientare tutte le persone, gli animali e gli uccelli:
5Il SIGNORE vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che il loro cuore concepiva soltanto disegni malvagi in ogni tempo. 6Il SIGNORE si pentì d'aver fatto l'uomo sulla terra, e se ne addolorò in cuor suo. 7E il SIGNORE disse: "Io sterminerò dalla faccia della terra l'uomo che ho creato: dall'uomo al bestiame, ai rettili, agli uccelli dei cieli; perché mi pento di averli fatti" … 11Or la terra era corrotta davanti a Dio; la terra era piena di violenza. (Genesi 6:5-7, 11).
Noè provava a vivere rettamente in questo mondo malvagio, quindi Dio fu misericordioso verso lui e la sua famiglia (Genesi 6:8-9; 7:1). A Noè furono date istruzioni da parte di Dio per come costruire una grossa nave, lunga 165 metri, larga 27,5 metri e alta 16,5 metri (Genesi 6:14-16). Mi hanno detto che le sue dimensioni erano simili a quelle di una grossa petroliera, come quelle di oggi, capace di resistere senza rovesciarsi alle più violenti tempeste di mare.
Dio disse a Noè: "tutto quello che è sulla terra perirà" col diluvio. (Genesi 6:17; 7:4). L'Eterno gli disse che l'arca avrebbe salvato lui e la sua famiglia (quattro coppie sposate), una coppia maschio e femmina di tutti gli animali "impuri" e 7 paia di coppie d'animali puri. (Genesi 7:2). Dio gli disse anche di prendere ogni sorta di cibo e farsene una provvista, affinché servisse da nutrimento per la sua famiglia e per gli animali. (Genesi 6:21).
Noè fece "tutto quello che Dio gli comandò." (Genesi 6:22; 7:5).
Sette giorni prima che la pioggia cominciasse, Dio ordinò a Noè, che in quel tempo aveva 600 anni, di andare nell'Arca con tutta la sua famiglia e gli animali. (Genesi 7:1-4,6). Poi Dio li sigillò nell'Arca. (Genesi 7:16). Dio fece arrivare l'acqua sia dalla terra che dal cielo e questo durò 40 giorni, fino a quando la profondità delle acque era di 8,25 metri al di sopra della vetta più alta. (Genesi 7:11-12, 19-20). Tutto quello che era sulla terra asciutta ed aveva un alito di vita nelle sue narici, morì. Solo quelli nell'Arca sopravvissero. (Genesi 7:21-23).
Dopo 150 giorni le acque cominciarono ad abbassarsi. L'Arca si arenò su una delle cime più alte dell'Ararat. Tre mesi dopo la cima della montagna poteva esser vista. (Genesi 8:3-5). Quando la superficie del terreno era abbastanza asciutta, la Bibbia dice che Dio disse a Noè di uscire dall'Arca, 365 giorni dopo esserci entrato. (Genesi 8:16).
In seguito Dio fece una promessa, "non ci sarebbe stato più nessun diluvio a distruggere la terra". L'arcobaleno sarebbe stato il segno di questo patto. (Genesi 9:8-17).
lunedì 13 ottobre 2008
L'Amore di Francesco per gli Animali


Difficile non riconoscere in queste parole il Cantico delle
Creature, intonato da Francesco, ormai cieco, piagato e sull’orlo del transito verso l’altra vita, per celebrare la natura, nella sua pienezza, espressione del suo amore per Gesù Cristo.
Creature, intonato da Francesco, ormai cieco, piagato e sull’orlo del transito verso l’altra vita, per celebrare la natura, nella sua pienezza, espressione del suo amore per Gesù Cristo. F
rancesco non è un vero e proprio “ecologista ante litteram”, come qua
lcuno vorrebbe esagerando e
forzando la storia del santo. In lui l’amore per la natura, che è comunque una costante dopo la sua conversione, è sempre mediato dalla presenza del Ministero. “Questa bella d’erbe famiglia e d’animali” non è un assoluto superiore all’uomo o un orizzonte fine a se stesso, ma il riflesso di quell’armonia e quel rispetto che furono gli archetipi della sua vita, fino a quella notte fra il 3 e il 4 ottobre del 1226, quando la sua anima salì a Lui, all’età di quarantaquattro anni.
rancesco non è un vero e proprio “ecologista ante litteram”, come qua
lcuno vorrebbe esagerando e
forzando la storia del santo. In lui l’amore per la natura, che è comunque una costante dopo la sua conversione, è sempre mediato dalla presenza del Ministero. “Questa bella d’erbe famiglia e d’animali” non è un assoluto superiore all’uomo o un orizzonte fine a se stesso, ma il riflesso di quell’armonia e quel rispetto che furono gli archetipi della sua vita, fino a quella notte fra il 3 e il 4 ottobre del 1226, quando la sua anima salì a Lui, all’età di quarantaquattro anni. 
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Poesia - Vivisezione

Vivisezione
Uomo infelice senza gioia,
privo d'amore;
che neghi la pietà a chi la invoca
che neghi la pietà a chi la invoca
e senza timore,
dormi tranquillo con la tua coscienza.
Mai fosti caduto così in basso,
contorto e alienato spirito;
figlio emerito della pazzia,
pari ai rifiuti non riciclabili.
Essere immondo non degno del creato
con etica ipocrita, sfacciata e falsa.
Sono anime sporche,sudice, marce
d'una ferocia e crudeltà consapevoli
che si sprigionano contro gli indifesi.
Esercitata da menti aberranti
con accanito cinismo e indifferenza
su esseri innocenti,costretti con forzata costrizionea subire l'impudenza sprezzante
dei suoi torturatori.
Ostentata mania,
di sviscerare le povere vittime.
Per una falsa scienza,
si ostinano ad infliggere,dolore e sofferenza.
L'uomo la bestia più perversa,
è bene non allevarlo
potrebbe avere in seno del veleno.
Seviziatori,torturatori,sadici,egocentrici;
loro possono e vogliono,le povere bestioline subiscono.
Ho uomini crudeli!Rendetemi le mie creature.
Cosa ne avete fatto?Distorte menti!Lasciate ch'io le raccolga,non buttatele ai rifiuti.
Soltanto voi meritate di essere gettati nelle discariche e nelle fogne.
autore: Leopold Persidi (Roma 29-3-2003)
autore: Leopold Persidi (Roma 29-3-2003)
venerdì 10 ottobre 2008
Film Marcellino Pane e Vino

Marcellino Pane e Vino
Nel giorno di San Marcellino, in Spagna, un frate francescano si reca in paese per andare a visitare una bambina gravemente malata, mentre tutto il paese sta salendo la collina per andare al convento sulla tomba di San Marcellino; il frate inizia a raccontare la storia del convento e di Marcellino. Finita la sanguinosa guerra combattuta tra Francesi e Spagnoli, tre frati francescani chiedono al sindaco, Don Emilio, di poter riassestare il vecchio castello per convertirlo a convento; il sindaco accetta e tutta la popolazione aiuta i tre frati nell'intento. Dopo poco tempo il convento è costruito ed inaugurato. Una mattina però, il frate portinaio trova alla porta un cestino con dentro un neonato che piange, poiché ha fame e sete; i frati lo battezzano e gli danno il nome di Marcellino, poiché è il giorno di S. Marcellino. I frati vorrebbero affidarlo a qualche famiglia, ma nessuno è in grado di mantenere un altro figlio, viste le condizioni di miseria in cui viveva la popolazione spagnola. Marcellino diventa un bambino di cinque anni robusto e forte e tratta tutti e dodici frati come dodici padri, ma sente molto la mancanza di una figura materna, infatti f
a ai frati molte domande sulle mamme. Un giorno Marcellino, disubbidendo a frate Francesco (chiamato da Marcellino "Fra Pappina"), trova un crocifisso parlante che gli chiede da mangiare e da bere; Marcellino avendo solo pane e vino, lo dà a Gesù, che lo soprannomina Marcellino Pane e Vino. Portato da un fraticello alla fiera paesana, distrugge la fiera; così il nuovo sindaco, da sempre contrario all'opera di bene fatta da Don Emilio, emette uno sfratto ai danni dei frati. Ma pochi giorni prima dello sfratto Marcellino va a parlare con Gesù delle mamme, e dice che vuole vedere la sua mamma e la Madonna, alchè Gesù addormenta Marcellino e lo manda in cielo a conoscere i genitori. Frate Francesco che aveva visto il miracolo chiama tutti i frati al cospetto del Signore per vedere Gesù che scende e sale in croce. Tutta la gente del paese corre a vedere il miracolo e ogni anno la gente del luogo si reca sulla tomba di Marcellino Pane e Vino.
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