martedì 22 luglio 2008

Assisi - Chiesa di S. Francesco - Bas. Superiore


Assisi - Chiesa di S. Francesco - Bas. SuperioreBifora I
pannello b7) L'ultima cena

giovedì 17 luglio 2008

L'ultima Cena



L'Ultima Cena- dal Vangelo

Venuta la sera, si mise a mensa con i Dodici. Mentre mangiavano disse: «In verità io vi dico, uno di voi mi tradirà». Ed essi, addolorati profondamente, incominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà. Il Figlio dell'uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l'hai detto»
Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: «Prendete e mangiate; questo è il mio corpo». Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell'alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati. Io vi dico che da ora non berrò più di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio».
E dopo aver cantato l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.

Ultima cena Gesù

giovedì 10 luglio 2008

Chiesa San Francesco a Ripa



San Francesco a Ripa
Piazza S. Franceso d'Assisi Trastevere (Roma)





La chiesa si trova sulla Piazza San Francesco d’Assisi, sulla "ripa" destra del Tevere accanto all’Ospedale di San Biagio, retto dai benedettini, dove il Santo Francesco nel 1210 prestò la sua opera. Alla morte del Santo un frate francescano ottenne da Papa Gregorio IX, nel 1230, di edificare, accanto all’Ospedale, una chiesa da dedicare al Santo.
Con il passare del tempo ai benedettini, che reggevano anche il monastero di San Cosimato, subentrarono i francescani, tutt’ora presenti.Alla chiesa fu annesso nel 1579 un collegio teologico di rilevante importanza.
La chiesa subì consistenti restauri a partire dal 1682 con l’architetto Mattia de’ Rossi, che trasformo radicalmente la facciata così come appare oggi; seguirono nel 1862 la riapertura delle finestre sopra le porte della navicella e la chiusura della porta all’estrema sinistra.
Nel 1873 il convento ed il giardino furono espropriati per essere trasformati in caserma.
In epoca barocca la cella che ospitò il Santo, unica parte rimasta dell’Ospizio, fu trasformata in cappella, oggi Santuario di San Francesco, in cui sono custodite molte reliquie del Santo (tra cui il sasso che usò come cuscino ed una tavola con l’immagine di San Francesco fatta eseguire da Iacopa de’ Settesoli, devota del Santo, da Margaritone d’Arezzo).
L’interno è a tre navate, con tre cappelle per lato, in cui possiamo osservare molte opere d’arte, degne di rilievo:
Cappella Altieri, con la Statua della Beata Ludovica Albertoni in posizione giacente, eseguita dal Bernini nel 1695, con sopra la pala d’altare, raffigurante la Vergine con il Bambino e Sant’Anna, opera del Baciccia nel 1675.Tali opere furono commissionate dai parenti non appena papa Clemente X, Gian Battista Emilio Altieri, nel 1671, la beatificò.
Cappella Pallavicini Rospigliosi, con pareti adornate, tra il 1715 ed il 1719, da Giuseppe Mazzuoli con monumenti di Rospigliosi e Pallavicini, figure allegoriche e ritratti; sull’altare opera di Giuseppe Chiari raffigurante San Pietro D’Alcantara e San Pasquale.
Cappella Immacolata Concezione, in cui è contienuto un dipinto, dei primi anni del 1600, di Simon Vouet, rappresentante la Natività della Vergine; sulla parte opposta monumento a Giuseppe Paravicini, morto nel 1695, opera di Camillo Rusconi.
Cappella del Crocifisso, con il monumento del Cardinal Michelangelo Ricci, opera di Domenico Guidi del 1682.
Cappella San Giovanni, con dipinti di Domenico Maria Muratori rappresentanti la Vita di San Giovanni da Capestrano.
Cappella Annunciazione, con tavola di Francesco Salviati realizzata nel 1535 rappresentante l’Annunciazione di Maria; la volta ha un affresco del secolo XVII di Gian Battista Ricci.

lunedì 26 maggio 2008

Filastrocce della Lucciola

Filastrocca della LUCCIOLA
brilla di notte e nessuno sdrucciola,
di notte brilla con mille sorelle
e par che il cielo abbia perso le stelle
che son cadute tutte sul prato
e tu cammini… in un cielo stellato!

Filastrocca del BRUCO LUMINOSO
Bruco piccolo e peloso,che una notte di gennaio
ne arrivarono un migliaio
e si scrisse sul giornale

di un aurora boreale!
Luccila lucciloa lucciolina
Lucciola lucciola vien da me,
che ti darò il pan del re;
pan del re e della regina,
lucciola lucciola vien vicina.
Lucciola lucciola vieni da me,
ti darò veste da re,veste da re e mantello da regina
lucciola, lucciola piccolina.
Lucciola lucciola vieni da me,ti darò letto da re,
letto da re e lenzuola da regina,
lucciola lucciola maggiolina

giovedì 27 marzo 2008

Eugenio Finardi - Patrizia

Eugenio Finardi - Patrizia -



Artista: Eugenio Finardi
Album: La Forza Dell'Amore
Titolo: Patrizia

Hai il cuore pulito
come appena nevicato,
ma caldo e forte
come un cavallo imbizzarrito
che ti fa capace di arrabbiarti
poi subito di calmarti
e che di amarmi
non ha mai dubitato.
E amo il tuo sapore
di fragole e di panna
d'estate, d'erba appena calpestata.
Ti amo perché sei solare.
perché ti so capire,
ti amo per come mi ami tu,
io ti amo per come mi ami tu.

Hai gli occhi verdi come il mare
di un atollo tropicale
aperti come il cielo delle praterie,
occhi senza male
che non san nasconder niente
nemmeno quanto
tu sia intelligente.
E amo il tuo sapore
di fragole e di panna
d'estate, d'erba appena calpestata
Ti amo perché sei solare,
perché ti so toccare,
ti amo per come mi ami tu
io ti amo per come mi ami tu
io ti amo per come mi ami tu.

Ti amo perché sei una donna,
ma anche un vero uomo,
un'amica, un socio,
a volte un maggiordomo,
perché giochi tutti i ruoli
ma ti piaci in uno solo,
quello di donna
con vicino il suo uomo.
E amo il tuo sapore
di fragole e di panna
d'estate, d'erba appena calpestata.
Ti amo perché sei solare,
perché sai far l'amore,
ti amo per come mi ami tu,
io ti amo per come mi ami tu,
io ti amo per come mi ami tu

Testi di Eugenio Finardi

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